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Naturopatia evolutiva: quando il corpo chiede ascolto

Ci sono momenti in cui la vita ci invita a fermarci. A guardarci dentro, a riconoscere ciò che sentiamo e, qualche volta, a trovare il coraggio di cambiare direzione. È successo anche a me. E proprio da lì è iniziato il mio viaggio.

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere ospite della 24ª puntata di PUNTO DI SVOLTA, un programma realizzato in collaborazione con Radio Punto Musica.

Abbiamo parlato di naturopatia evolutiva, di tecnica craniosacrale, di emozioni e di quel legame così intimo che ciascuno di noi ha con il proprio corpo.

Ma, tra una domanda e l’altra, abbiamo parlato anche di qualcosa che mi sta particolarmente a cuore: la possibilità di ritrovare se stessi proprio quando sembra di aver perso la strada.

È un argomento che conosco da vicino. Perché, prima ancora di diventare parte del mio lavoro, ha attraversato la mia vita.

A volte, per ritrovarsi, bisogna cambiare strada

Non sono sempre stata una naturopata.

Per diverso tempo ho lavorato come contabile, in un mondo fatto di numeri, scadenze e responsabilità quotidiane.

Poi, nel 2017, ho attraversato una profonda crisi esistenziale.

Ci sono periodi in cui continui a fare tutto quello che hai sempre fatto, ma dentro di te qualcosa comincia a cambiare. Le certezze di prima non sembrano più sufficienti. Senti il bisogno di comprenderti, anche se non sai ancora da dove iniziare.

Durante quel periodo ho incontrato una naturopata che mi ha fatto conoscere un mondo fino ad allora esplorato soltanto attraverso il mio interesse personale.

Quell’incontro ha acceso qualcosa.

Nel 2018 mi sono iscritta a una scuola di naturopatia a Bari. È stato l’inizio di un percorso di studio, ricerca e formazione che continua ancora oggi.

Durante quegli anni ho conosciuto anche la tecnica craniosacrale, approfondendola successivamente attraverso una formazione specifica.

Poco alla volta ho compreso che non stavo semplicemente imparando una professione.

Stavo dando forma a una parte di me che, forse, aspettava da tempo di essere ascoltata.

Il corpo racconta anche come stiamo vivendo

Durante l’intervista mi è stata posta una domanda che considero molto importante: che cosa significa davvero ascoltare il corpo?

Siamo abituati a prestargli attenzione soprattutto quando qualcosa ci disturba.

Quando ci svegliamo già stanchi. Quando sentiamo le spalle contratte dopo una giornata difficile. Quando arriviamo a sera con la testa piena di pensieri e facciamo fatica a concederci un momento di tranquillità.

Spesso cerchiamo soltanto di andare avanti.

Eppure, a volte, può essere utile fermarsi e domandarsi come stiamo vivendo.

Stiamo rispettando i nostri ritmi? Ci concediamo abbastanza riposo? C’è qualcosa che ci preoccupa e che continuiamo a mettere da parte?

Questo è uno degli aspetti che amo della naturopatia evolutiva: la possibilità di guardare alla persona nella sua interezza, considerando le abitudini quotidiane, il riposo, l’alimentazione, le emozioni e la propria storia.

Non significa pensare che ogni disturbo fisico abbia una causa emotiva. Il corpo è complesso e i sintomi richiedono sempre la giusta attenzione, anche medica.

Significa, piuttosto, ricordarsi che nella nostra vita esistono tante dimensioni che meritano ascolto.

Perché prendersi cura di sé non vuol dire soltanto occuparsi di ciò che non va. Vuol dire anche imparare a riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno.

La tecnica craniosacrale: quando l’ascolto passa attraverso le mani

Un altro tema che abbiamo approfondito durante la puntata è stata la tecnica craniosacrale.

Per chi non la conosce, il nome può sembrare complicato. In realtà, ciò che desidero raccontare è molto semplice.

Si tratta di una pratica manuale complementare caratterizzata da un contatto leggero e rispettoso, senza manipolazioni forzate.

Nel mio modo di lavorare, l’attenzione non è rivolta soltanto al gesto delle mani, ma anche alla qualità della presenza, al rispetto dei tempi e al modo in cui la persona vive quell’esperienza.

Alcune persone, al termine di una seduta, mi raccontano di sentirsi profondamente rilassate, come dopo un riposo particolarmente rigenerante.

Sono esperienze soggettive, naturalmente. Ognuno può vivere questo momento in modo diverso e non esistono risultati garantiti.

Quello che considero prezioso è poter offrire uno spazio in cui, per un po’, non sia necessario correre, dimostrare qualcosa o occuparsi di tutti gli altri.

Uno spazio in cui tornare a rivolgere attenzione anche a se stessi.

Nessuno può percorrere la tua strada al posto tuo

C’è un concetto che ho voluto condividere durante l’intervista e che ripeto spesso anche alle persone che incontro:

«Io ti offro degli strumenti, ma il lavoro lo fai tu».

È una frase semplice, ma racchiude una parte importante della mia filosofia.

Credo che un percorso di benessere non debba rendere una persona dipendente da chi la accompagna.

Al contrario, dovrebbe aiutarla a conoscere meglio le proprie esigenze, ad acquisire consapevolezza e a trovare modi più rispettosi di prendersi cura di sé.

A volte questo significa concedersi una pausa senza sentirsi in colpa.

Altre volte significa imparare a riconoscere i propri limiti, cambiare una piccola abitudine o smettere di mettere costantemente i bisogni degli altri davanti ai propri.

Non servono sempre grandi rivoluzioni.

Spesso, i cambiamenti più importanti cominciano proprio dai gesti che sembrano più piccoli.

E soprattutto non bisogna fare tutto perfettamente.

Il benessere, per me, non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte. È una relazione con se stessi che possiamo imparare a coltivare, giorno dopo giorno.

Rivedi la mia intervista a PUNTO DI SVOLTA

Sono grata per questo incontro, perché mi ha permesso di raccontare non soltanto ciò che faccio, ma anche ciò in cui credo.

Abbiamo parlato del mio percorso personale, del valore delle emozioni, dell’ascolto del corpo e dell’importanza di un dialogo rispettoso tra le diverse professionalità che si occupano della salute e del benessere.

La naturopatia evolutiva e la tecnica craniosacrale appartengono all’ambito delle pratiche complementari di benessere: non sostituiscono le valutazioni, le diagnosi o le cure dei professionisti sanitari.

Credo profondamente che riconoscere i rispettivi ruoli sia il primo passo per accompagnare ogni persona con serietà e rispetto.

Ti lascio qui la puntata completa. Magari, tra le parole che abbiamo condiviso, troverai una riflessione che parla anche di te.

E tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei ascoltata davvero?

Prima di salutarti, vorrei lasciarti un piccolo invito.

Quando puoi, ritagliati qualche minuto di tranquillità.

Siediti comodamente. Appoggia i piedi a terra. Lascia andare, per un momento, tutto quello che devi fare.

Porta l’attenzione al respiro, alle spalle, alle mani, alle sensazioni che riesci a percepire.

Non cercare necessariamente un significato. Non devi ottenere nulla.

Prova semplicemente a domandarti:

Come mi sento, davvero, in questo momento?

Di che cosa avrei bisogno oggi?

Non è detto che arrivi subito una risposta.

A volte il primo cambiamento è proprio questo: concedersi il tempo di ascoltare una domanda che, nella fretta quotidiana, non avevamo mai avuto occasione di porci.

E se senti che è arrivato il momento di dedicarti un po’ più di attenzione, possiamo iniziare a parlarne insieme.


Il tuo primo passo può essere una semplice conversazione

Non devi avere già tutte le risposte. Non devi sapere esattamente quale percorso intraprendere.

Durante il mio colloquio di orientamento gratuito possiamo conoscerci, parlare di ciò che stai vivendo e capire con calma se il mio approccio al benessere può essere adatto alle tue esigenze.

Senza impegno, senza pressioni. Con il tempo e l’ascolto che meriti.

Prenota il tuo colloquio di orientamento gratuito

Ti aspetto.

Con affetto,
Loredana Marzano
Naturopata Evolutiva e Facilitatrice della Tecnica Craniosacrale

Loredana Marzano

Loredana Marzano è una Naturopata Evolutiva che accompagna le persone in percorsi di riequilibrio profondo, lavorando sull’origine bio-psico-emozionale del disagio, quando il corpo manifesta un sintomo che chiede di essere ascoltato, compreso e integrato.

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